Può bastare una querela con richiesta di risarcimento a rendere impraticabili inchieste giornalistiche scomode. Soprattutto se a farle sono giornalisti freelance, liberi professionisti cui gli editori non assicurano la copertura nel caso di azioni legali.
Un caso concreto di “censura legale” è stato sollevato dal noto videoreporter Paolo Barnard in riferimento a un’inchiesta scottante che aveva svolto per Report Raitre. [Riceviamo da www.mediconadir.it e diffondiamo]
NADiRinforma incontra Paolo Barnard, giornalista free lance da sempre impegnato nella produzione di servizi d’inchiesta di elevata valenza sociale, oggi inquisito a seguito di un contenzioso legale facente seguito al reportage trasmesso da Report (RAI 3) nell’ottobre 2001 e in replica, visto l’elevato interesse suscitato, nel febbraio 2003. Barnard, inondato dagli avvenimenti in corso, ha divulgato una lettera via internet che ha suscitato parecchio interesse e che punta l’indice nei confronti della cosiddetta “clausola di Manleva” che gli editori impongono in sede contrattuale declinando così ogni responsabilità dinanzi a qualsivoglia questione giuridica sollevata dai servizi giornalistici.
Il grido di Paolo Barnard non vuole riferirsi al suo caso personale, ma da lì prende la spinta per denunciare le difficoltà incontrate da tanti bravi e volenterosi professionisti dell’informazione che a causa di cavilli contrattuali rischiano di trovarsi “legalmente censurati”.
Leggi la lettera di Paolo Barnard e la risposta di Milena Gabanelli nel sito di Arcoiris.tv.